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Esiti nei bambini dopo ipotermia per encefalopatia neonatale


Sono stati precedentemente riportati i risultati iniziali di uno studio randomizzato su ipotermia dell’intero corpo per encefalopatia neonatale ipossico-ischemica che mostravano una riduzione significativa nel tasso di decesso o disabilità moderata o grave tra 18 e 22 mesi di età.

Sono ora disponibili i risultati a lungo termine.

Nello studio originale, neonati con encefalopatia moderata o grave sono stati assegnati alle cure tradizionali ( gruppo controllo ) o raffreddamento del corpo intero fino a una temperatura esofagea di 33.5°C per 72 ore, seguita da riscaldamento lento ( gruppo ipotermia ).

Sono state valutate le funzioni cognitive, di attenzione ed esecuzione e visuospaziale; gli esiti neurologici e la salute fisica e psicosociale tra i partecipanti tra 6 e 7 anni di età.

L’esito primario era il decesso o un punteggio nel quoziente di intelligenza ( QI ) inferiore a 70.

I dati di esito primario sono risultati disponibili per 190 dei 208 partecipanti allo studio.

Tra i 97 bambini nel gruppo ipotermia e i 93 nel gruppo controllo, decesso o un quoziente intellettivo inferiore a 70 si sono manifestati in 46 ( 47% ) e 58 ( 62% ) pazienti, rispettivamente ( P=0.06 ); il decesso in 27 ( 28% ) e 41 ( 44% ) ( P=0.04 ); e decesso o disabilità grave in 38 ( 41% ) e 53 ( 60% ) ( P=0.03 ).

Altri dati di esito erano disponibili per i 122 bambini sopravvissuti, 70 nel gruppo ipotermia e 52 nel gruppo controllo.

Disabilità moderata o grave è stata osservata in 24 dei 69 bambini ( 35% ) e in 19 dei 50 bambini ( 38% ), rispettivamente ( P=0.87 ).

Disfunzioni di attenzione - esecutive si sono manifestate, rispettivamente, nel 4% e nel 13% dei bambini trattati con ipotermia e quelli sottoposti alle cure tradizionali ( P=0.19 ) e disfunzione visuospaziale nel 4% e nel 3% ( P=0.80 ).

In conclusione, il tasso dell’endpoint combinato di decesso e quoziente intellettivo inferiore a 70 a un’età compresa tra 6 e 7 anni è risultato più basso tra i bambini sottoposti a ipotermia dell’intero corpo che tra quelli sottoposti a cure tradizionali, ma le differenze non sono risultate significative.
Tuttavia, l’ipotermia ha portato a tassi inferiori di decesso e non ha aumentato i tassi di disabilità grave tra i sopravvissuti. ( Xagena2012 )

Shankaran S et al, N Engl J Med 2012; 366: 2085-2092

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