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Confronto tra strategie non-invasive di ventilazione in bambini nati prematuri


Per ridurre il rischio di displasia broncopolmonare in neonati con peso alla nascita estremamente basso, i medici cercano di minimizzare l’uso della intubazione endotracheale con l’introduzione precoce di forme meno invasive di pressione positiva delle vie aeree.

In uno studio, 1.009 bambini con peso alla nascita inferiore a 1000 g e un’età gestazionale inferiore a 30 settimane sono stati assegnati a una delle due forme di supporto respiratorio non-invasive –ventilazione nasale a pressione positiva intermittente ( IPPV ) o pressione positiva continua nasale ( CPAP ) - al momento del primo utilizzo di supporto respiratorio non-invasivo durante i primi 28 giorni di vita.

L’esito primario era il decesso prima di 36 settimane di età post-mestruale o sopravvivenza con displasia broncopolmonare.

Dei 497 bambini assegnati alla IPPV nasale per i quali erano disponibili dati adeguati, 191 sono deceduti o sono sopravvissuti con displasia broncopolmonare ( 38.4% ), rispetto a 180 dei 490 bambini assegnati alla CPAP nasale ( 36.7% ) ( odds ratio aggiustato, OR=1.09; P=0.56 ).

Le frequenze di perdite d’aria ed enterocolite necrotizzante, la durata del supporto respiratorio e il tempo alla nutrizione completa non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi di trattamento.

In conclusione, nei bambini con peso alla nascita estremamente basso, il tasso di sopravvivenza a 36 settimane di età post-mestruale senza displasia broncopolmonare non ha mostrato differenze significative dopo supporto respiratorio non-invasivo con IPPV nasale rispetto a CPAP nasale. ( Xagena2013 )

Kirpalani H et al, N Engl J Med 2013; 369: 611-620

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